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La Storia di San Riccardo Pampuri

Un esempio di amore e dedizione per gli anziani e i malati, fonte di ispirazione per tutti.

La storia di San Riccardo Pampuri

Scopri la vita ispiratrice di San Riccardo Pampuri, un santo che ha dedicato la sua esistenza ad aiutare gli anziani e i malati con amore e compassione.San Riccardo Pampuri, nato Erminio Filippo Pampuri il 2 agosto 1897 a Trivolzio, è stato un medico e religioso italiano dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli). Dopo aver perso entrambi i genitori in giovane età, fu cresciuto dagli zii. Durante la Prima Guerra Mondiale, servì come sergente nel Corpo di Sanità, dimostrando grande coraggio e dedizione

Un esempio di amore
Dedizione e servizio

San Riccardo Pampuri ha dedicato la sua vita al servizio degli altri, portando conforto e speranza a chi ne aveva più bisogno, diventando un faro di luce per gli ammalati e gli anziani.Dopo la guerra, completò gli studi in medicina e iniziò a lavorare come medico condotto a Morimondo. La sua vocazione religiosa lo portò a entrare nell'Ordine dei Fatebenefratelli, dove prese il nome di Fra Riccardo. Si dedicò con passione alla cura dei malati, specialmente dei poveri, e fu noto per la sua carità e umiltà. Morì il 1º maggio 1930 a soli 32 anni. Fu beatificato nel 1981 e canonizzato nel 1989 da Papa Giovanni Paolo II

Cura e amore

San Riccardo Pampuri ha dedicato la sua vita alla cura degli anziani e dei malati, portando conforto e speranza a chi ne aveva più bisogno, ispirando tutti con il suo esempio. Entrò nell'Ordine dei Fatebenefratelli, dove prese il nome di Fra Riccardo. Qui, continuò a servire i malati con grande umiltà e carità, guadagnandosi la stima e l'affetto di tutti

La giornata di San Giuseppe Pampuri si svolgeva in un ritmo ben definito, caratterizzato da una profonda devozione e un impegno verso gli altri. Si alzava alle sette, partecipava alla messa e si confessava regolarmente, seguendo una routine che rifletteva la sua spiritualità. Dopo un momento di comunione e colazione, dedicava tempo a visitare i malati, dimostrando un amore senza condizioni per il prossimo. Rientrava intorno a mezzogiorno per una visita al Santissimo Sacramento, seguita da pranzo e studio, a meno che i bisogni dei malati non lo portassero a riprendere il suo giro. La sera era segnata da ulteriori devozioni, tra cui la cena, il rosario e la benedizione eucaristica. Sul suo tavolo da studio, un piccolo crocifisso con frasi scritte a mano dall'apostolo testimoniava la sua ferma fede e il suo percorso spirituale.«A concupiscentia carnis, concupiscentia oculorum et superbia vitae, libera me Domine». È la scala verso il cielo, verso la santità.

Curiosità